Tra la crisi immensa ormai di un matrimonio di due persone che oramai non si mano più, esasperate l’una dall’altra, soffocate in un accordo giuridico e una promessa di amore eterno davanti a Dio, tra la loro finzione che in fondo "va tutto bene", già, perché loro hanno un’età ormai, come se alla loro età non avessero il diritto di esser felici.
Tra le mie crisi di panico, forti stasera, di quelle che ti svegli piangendo, sudata, con la febbre e non sai più che fare della tua vita.
Tra i finti amici, il finto mondo, i veri amici assenti.
Tra il mio "come farò domani a scappare da tutto questo con la febbre addosso".
Tra il sentirsi intrappolata in una casa finta, vuota, priva di qualunque tipo di sentimento…
Voglio dare un senso costruttivo a questo blog e raccontare al mondo intero il mio briciolo di felicità effimera!
Stavamo lì, seduti in un pub…in un modo o nell’altro anche questo fine settimana son riuscita a scappare dai locali del centro città: pieni di estranei sudati , piccoli mostri che, attraverso un boccale pieno di birra, ti osservano e pare che ti dicano: "Ehi piccoletta sotto forma di mostriciattolo grasso, non sei a nanna? Hai paura del buio forse?" Il mio compagno di avventura (di quella che a me è parsa un’avventura, lui, al solito, pareva adattarsi ottimamente e essere in totale armonia con qualunque tipo di situazione), avvolte mi da la sensazione che abbia capito benissimo questo mio problema e…tra un "allora? Che facciamo?"e un banale "decidi tu!"abbiamo attraversato da un estremo all’altro la citta e siamo finiti in quello sperduto pub…Lì sì che si respirava un’aria del tutto familiare, casalinga: prezzi decisamente bassi, gente cortese, pochi ragazzi seduti attorno ad un tavolo, sorridenti, non si dovevano divertire e sballare per forza, per loro era un sabato sera come tutti gli altri, non serviva apparire!
Birra, panino… lui che racconta divertenti avventure della sua infanzia…
"sai che facciamo adesso? Alzati, ora andiamo!"
"con la macchina?"
"si"
curvone a destra, poi a sinistra, poi ancora a destra…
"ah, non guardare di sotto…"
sorride, si fida della mia guida, lui…forse per quel briciolo di incoscienza che scorre nelle sue vene, forse perché sa bene che rischierei più da sola che con lui…
buche…tante buche
"piano, piano, non correre, se tocchi sotto sfasci tutto…"
cosa ha dovuto affrontare la mia povera Ka rossa…
"Arrivati! puoi fermarti qui, così poi fai inversione…prendi la giacca e scendi!"
Genova era esattamente sotto i miei piedi!!!!!!!!un panorama mai visto prima…quella città, la mia città, che avvolte mi sembra così terribilmente grande, così immensamente piena di gente ammucchiata tra mura, locali, il correre quotidiano…tutto sembrava un nulla visto da lì sopra!
Ritorniamo in macchina, mi tiene stretta tra le sue braccia, le sue braccia mi fanno sentire al sicuro, protetta da tutto e da tutti…è stato allora che ho pensato che, in fondo, faceva bene a stringere così, già, perché avvolte vorrei proprio scappare, volare in alto, sentire solo gli echi confusi delle voci del mondo e…osservarlo questo mondo…dall’alto!
Ps per giacomino:
Non preoccuparti troppo per me, su questo blog c’è solo una frammento della mia vita…scusa se non ho risposto al messaggio ma…ero impegnata a farmi del male…
Domani uscirò, febbre o non febbre andrò a studiare in biblioteca…alla de Amicis…mi mette di ottimo umore quel posto, lo sai: ci sono i bambini, le favole, il mare…Quindi, cercami solo sul cellulare e…magari vieni a trovarmi!
Ah, grazie!